L'attività sperimentale proposta dal Progetto LIFE GREEN GRAPES è supportata da risultati ottenuti da altri ricercatori nel controllo di numerose malattie, principalmente muffa grigia e peronospora, sia sulla vite che su altre colture (Perazzoli et al, 2008;. Cappelletti et al 2016. ; Bruisson et al, 2016), ma
anche da attività sperimentali svolte dai partner di progetto. Tali fonti hanno evidenziato:
  • l’importanza dell’uso del sovescio e dell’inerbimento per la gestione del suolo in vigneto,
  • i vantaggi dal punto di vista sanitario nell’utilizzo di barbatelle di vite micorrizate
  • gli effetti combinati dell’impiego dei modelli previsionali e dell’uso di agenti di biocontrollo e induttori di resistenza e/o elicitori nella difesa fitosanitaria.

 

Un’applicazione sperimentale dei prodotti proposti in questo progetto sulle malattie fogliari sono stati effettuati dal DISPAA dell’UNIFI, e sono riportati in diverse tesi di laurea (“Efficacia collaterale di fitostimolanti Contro marciume nero della vite, peronospora ed oidio, da S. Cuccoli; “The resistance inducers: a new approach in the defense strategies of grapevine”, by F. Pezzati)". L'effetto positivo delle alghe marine e relativi estratti come componenti di prodotti da applicare alla vite, in quanto migliorano la risposta di difesa immunitaria è stato pubblicato anche come un approccio per controllare le malattie del legno della vite (Calzarano et al. 2014). Per quanto riguarda l'applicazione dei DSS per il controllo fitosanitario, il partner UNIFI ha effettuato applicazioni sperimentali nel corso del progetto PURE in 5 luoghi diversi in Toscana, (Caffi et al., 2013) che mostra la riduzione del numero di trattamenti grazie al rilevamento del rischio reale di malattia sia per la peronospora che per l'oidio. Sono stati in tal senso prodotti papers, come "A critical review of plant protection tools for reducing pesticide use on grapevine and new perspectives for the implementation of IPM in viticulture”, by Pertot, I., et al.,(2016), in cui un partner è tra gli autori. Da qui la necessità di dimostrare e valutare un possibile utilizzo combinato di tali tecniche/prodotti in fase di moltiplicazione e di produzione, per offrire soluzioni alternative e supportare le decisioni di viticoltori e vivaisti viticoli nell’attuazione di strategie per la riduzione di input chimici e agro farmaci e il raggiungimento di benefici ambientali.

L'obiettivo principale dei trial previsti nel progetto è dimostrare l'equivalenza sostanziale di efficacia tra la difesa antifungina convenzionale e la difesa antifungina ridotta al 50% di input chimici di sintesi, attraverso l'integrazione di consociazioni microbiche radicali ed uso di prodotti fogliari induttori di resistenza nelle diverse sotto-filere viticole (vivaio, vigneto per uva da vino, vigneto per uva da vino).
Parallelamente saranno condotti trial sull'efficacia della crop-protection antifungina condotta con soli prodotti fogliari ad azione di indizione induzione di resistenza.
La valutazione relativa a strategie di integrazione con prodotti fogliari induttori di resistenza associati a fungicidi utilizzati al 50% del dosaggio da etichetta sarà immediata sin dal primo anno di applicazione.

Non si ritiene necessario valutare un presunto effetto progressivo di dette strategie nella riduzione dei fungicidi, ma questa riduzione drastica dei fungicidi chimici di sintesi sarà attuata sin dal primo anno e per i restanti anni del progetto nella stessa misura.

La valutazione attesa prevede di ottenere risultati comparabili in termini di sanità degli apparati fogliari e delle uve prodotte tra la strategia standard che utilizza i fungicidi chimici di sintesi alle dosi consigliate in etichetta durante tutta l'annata vegeto-produttiva e le strategie a ridotti input di fuingicidi di sintesi.
Si intende dimostrare l’efficacia ed i benefici ambientali delle soluzioni proposte:

  • in relazione e confronto con altre tipologie di prodotti e protocolli di intervento;
  • in relazione alle produzioni strettamente biologiche e a quelle convenzionali;
  • in diversificate aree geografiche, selezionate per l’importanza del settore produttivo in termini di superfici dedicate.

 

Il progetto intende mettere in pratica, testare, valutare e diffonde strategie di difesa fitosanitaria che sono nuove nel contesto specifico del progetto in quanto è la prima volta che si intende organizzare l’utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale di recente emanazione coniugandole con specifiche
tecniche di gestione del suolo e del vigneto.

 

Inoltre, si intendono dimostrare:

  • l’efficacia di tali protocolli sull’intera filiera produttiva, dalla barbatella al vigneto, con differenziazione specifica tra uve da tavola e da vino e, in collegamento a ciò, la possibilità di amplificare gli effetti benefici sull’ambiente, sui prodotti finali, sulla sicurezza alimentare e sulla salute dei consumatori finali, grazie all’incremento di biodiversità e alla riduzione di residui chimici sui prodotti in fase di raccolta;
  • gli eventuali vantaggi derivanti da impianti nuovi, basati su barbatelle pre-trattate con i protocolli specifici applicati in fase di moltiplicazione (maggiore performance e maggiori difese dei nuovi impianti);
  • rilevare e analizzare quali effetti diretti e indiretti il nuovo protocollo di trattamento genera su prodotti alimentari, terreno e ambiente;
  • incoraggiare altri soggetti interessati a utilizzare le tecniche ed i metodi dimostrati nel progetto.

Gli approcci proposti sono nuovi nei contesti regionali selezionati che rappresentano condizioni di eccellenza di territori vocati rispettivamente a produzioni vinicole di qualità (Toscana) e a produzioni di uve da tavola di qualità (Puglia e Cipro) per il consumo fresco, anche BIO (Cipro), e risultano nuovi in senso ecologico-ambientale, in quanto suscettibili di impattare positivamente sulla biodiversità del suolo ed entomologica mantenuta e/o accresciuta in funzione dei protocolli applicativi definiti.

Il progetto è suscettibile di successive applicazioni (replicazione e trasferimento dei risultati) sia su scala più ampia in situazioni analoghe, che in altre filiere produttive dell’agricoltura, diverse dalla viticoltura con cui si intende avviare l’applicazione dimostrativa pilota.
Per tale motivo si intende disseminare ampiamente azioni e risultati del progetto in modo da essere pmente este ad altre filiere produttive dell’agricoltura e applicate in altri contesti nazionali ed Europei, siano essi ambienti vocati alla specifica filiera vitivinicola, piuttosto che ambienti relativi ad altre coltivazioni compatibili con tali protocolli d’intervento e/o in altre circostanze.
Si pone un ultimo, ma non secondario, aspetto del carattere dimostrativo del progetto.
Come precedentemente segnalato vi è, intorno ai prodotti specifici della categoria degli induttori di resistenza, un problema “classificatorio” e normativo, particolarmente rilevante nello specifico contesto italiano, ove sono in realtà classificati come fertilizzanti fogliari, e non è presente, nella nomenclatura ufficiale, una categoria specifica come in altri contesti Europei, che li isoli sia dalla attuale e restrittiva classificazione, sia da classificazioni che non sarebbero pertinenti tra i fitofarmaci di sintesi.
Al di là di una registrazione ufficiale in un senso o in un altro, appare utile e necessario un intervento per colmare il gap esistente tra il mondo tecnico, propenso ad utilizzare prodotti e protocolli efficaci in campo indipendentemente dalla definizione formale dei prodotti stessi, ed il mondo scientifico e quello commerciale che invece pretendono, comprensibilmente, un iter sperimentale che ufficialmente riconosca ai diversi prodotti delle caratteristiche riportabili in etichetta ed un chiaro inquadramento di mercato.
Si produrranno delle linee guida e di indirizzo normativo sulla problematica e tematica specifica da parte del coordinatore CREA per il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e per altri referenti istituzionali (Ministero dell'Ambiente e della Sanità), attività peraltro che rientra nella propria mission istituzionale.
Il progetto prevede azioni di sensibilizzazione/pubblicizzazione e coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti nel sistema di rete. La diffusione dei risultati richiede l'attivazione di diversi canali di comunicazione tra i partner del progetto, i potenziali utenti, industrie e istituzioni accademiche pubbliche e private.